lunedì 15 febbraio 2016

SUGHETTO: TRADIZIONE ED INNOVAZIONE!







Adiacente al Portico D'Ottavia, si trova il ristorante che ho appena visitato. Moderno come interior design, ha mantenuto al contempo, una parte di colonne che risalgono a tale portico. Si dice che esso fosse uno di quei portici che cingevano il Circo Flaminio e che tali resti fossero stati erroneamente murati e riscoperti solo dopo l'800. La sala che li ospita è quindi un luogo inconsueto ed affascinante, nella quale è facile perdere la cognizione del tempo. 
Disposto su due livelli, è un ristorante luminoso e raffinato, in cui si respira molta cordialità. A tal proposito, ho il piacere di menzionare lo staff e i proprietari che mi hanno ospitato con altre food bloggers. Rivolgo loro un ringraziamento particolare per averci illustrato il menù e raccontato la storia di uno dei quartieri più belli di Roma.
Sughetto, è il luogo ideale per un aperitivo fra amici e per una cena da non dimenticare. Il mio suggerimento è, inoltre, destinato a chi volesse portare il proprio partner in un luogo diverso dal solito. Esso, infatti, ha preservato la tradizione culinaria ebraica romana con delle piccole varianti di uno chef giovane ed aggiornato. 
Dopo un blueberry mint julep, abbiamo avuto il piacere di condividere una cena fra sorrisi e cibo di ottima qualità. Per chi non lo conoscesse, è un cocktail molto noto negli States. A base di menta, viene associato anche al whisky. La menta viene di solito schiacciata nel bicchiere con zucchero e lime. 
A seguire salumi d'oca e foie gra, la cui dolcezza è ancora rimasta nel mio palato. Tuttavia ho apprezzato le mezze maniche con lo stracotto perché "fanno tanto focolare" e mi ricordano il grande lavoro che necessita la cottura del sugo. Anche mia nonna materna l'avrebbe fatto, sfumandolo con il vino rosso e lasciandolo cuocere per ore. Come poter dimenticare, invece, la rivisitazione di due piatti della tradizione romana: l'amatriciana con il petto d'oca al posto della pancetta e la carbonara con le uova Parisi di origine biologica. La prima dal sapore più deciso, la seconda più mandorlato. In entrambe assente il parmigiano Reggiano. 
Per quanto riguarda i secondi, ho scelto il galletto in salsa di senape e limone rispetto al filetto Rossini. Non me ne voglia il grande compositore che lo amava tanto, ma la salsa al tartufo è troppo pesante per il mio stomaco ;) 
Un'altra scelta "azzeccata" è l'aver accompagnato questi piatti con la cipolla rossa finemente tagliata in riduzione di aceto, così come la carne secca nell'insalata. 
Uno spazio a parte meritano i fritti del ghetto: sono i migliori di tutta Roma! Vi chiederete il perché, ma io posso solo dirvi che sono asciutti e croccanti. Da Su ghetto, ne trovate di vari tipi: le zeppole (la pasta di pizza fritta) o le verdure (ad es. verza o cicoria) in pastella. 
Vi svelo un segreto di questo chef. Lui non si attiene alla tradizione romana per il fritto: no all'uovo, bensì si alla farina 00, quella di riso e un pizzico di lievito. Ne consegue che i fritti siano più leggeri rispetto ai tradizionali: provare per credere ;) 
Per concludere, ma immagino abbiate già l'acquolina in bocca: un tris di mousse (cioccolato-pere-ricotta-pistacchio) e delle eclairs con marmellata di visciole e crema.
Era tardi, qualche bicchiere più del solito e la stanchezza che incalzava. Ci siamo abbandonate in lunghe confidenze, pettegolezzi, risate e abbiamo ironizzato sulle nostre sventure dinanzi a un thé caldo, come vuole la tradizione ebraica. Ho davanti a me i loro occhi maturi e curiosi. Condividiamo la passione della cucina e spero di veder loro il più presto possibile!
Le foto che seguiranno narrano questa splendida serata fra amanti del buon cibo e riassumono un menù che va scoperto e testato in più occasioni. 
Io vi ho detto molto, ora tocca a voi a scrivermi. 
Andatelo a visitare. Si trova in Via del Portico d'Ottavia 1c (Roma). Lo trovate anche in Fb, Instagram e Google+: fatemi sapere cosa avete mangiato! 
Io li andrò a trovare presto per provare i famosi cornetti, fatti con gli ingredienti vegetali ;) 








































































































Next to the Portico D'Ottavia there is the restaurant that I have just visited. Even though it has got a modern interior design, has maintained a part of columns dating back to that arcade. It is supposed to be one which surrounded the Flaminio Circus, was mistakenly walled and rediscovered only after the 800s. The room that houses it, is so an unusual and fascinating that is easy to lose track of time.
On two levels, is a bright and elegant restaurant, where you can breathe much cordiality. In this regard, I am pleased to mention the staff and the owners who welcomed me with other food bloggers. I thank them for having shown the menu and told the story of one of the most beautiful districts of Rome.
Sughetto, is the ideal place for the aperitif among friends and for a dinner you don't forget. My suggestion is also intended for those who want to bring your partner in a different place than usual. In fact, it has preserved Roman Jewish cuisine with minor variants of a young and updated chef.
After a blueberry mint julep, we had the pleasure of sharing a dinner with smiles and great quality food. For those don't know, it is a well-known cocktails in the States. Made with mint, it is also associated with whiskey. The mind is usually crushed in glass with sugar and lime. 
Following goose salami and foie, whose sweetness is still remained in my mouth! However I liked the half-sleeves with the stew because they remind me of the hearth and the great work that needs cooking the sauce. Even my grandmother would, softening with red wine and letting it cook for hours! How could forget, however, the revival of two traditional Roman dishes: amatriciana with goose breast instead of carbonara with bacon and eggs Parisi of biological origin. The first by the stronger flavor, the second largest almond. In both Reggiano Parmesan is absent.
Regarding the latter, I have chosen the rooster in mustard sauce and lemon to the thread Rossini.  does not be offended the great composer who loved it so much, but the truffle sauce is too heavy for my stomach ;)
Another good choice is to have accompanied these dishes with red onion finely chopped down by vinegar, as well as in the salad dry meat.
A space apart deserve fried food: they are the best in Rome! You may wonder why, but I can only tell you that they are dry and crisp. By Su ghetto, you find various kinds: the zeppole (fried pizza dough) or vegetables (eg. Cabbage or chicory) in batter.
I reveal a secret of this chef. He does not adhere to the Roman tradition for fried: no egg, but the flour is 00, that of rice and a pinch of yeast. It follows that the fried are lighter than traditional: try it;)
To conclude, but I guess you already have your mouth watering, a trio of mousse (chocolate-pear-ricotta cheese-pistachio) and eclairs with sour cherry jam and cream.
It was late, a few glasses more than usual and the fatigue that was pressing. We abandoned long confidences, gossip and we joked about our woes before a hot tea, as it wants the Jewish tradition. I have before me their mature and curious eyes. I share with them a passion for cooking and hope to see them as soon as possible.
The photos that follow tell this wonderful evening among lovers of good food and sum up a menu that must be discovered and tested on several occasions.
I have told you a lot, now it's up to you to write to me. Go and visit it. It's located in Via del Portico d'Ottavia 1c. I also found in Fb, Instagram and Google+: let me know what you ate!
I'll go find them early to try the famous croissants with vegetal ingredients.









































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